Dottorato in Economia · ISCTE – Istituto Universitario di Lisbona
Shock strutturali, declino regionale e stabilità istituzionale nell’area dell’euro
Perché le tensioni istituzionali possono crescere anche mentre l’economia nazionale si riprende? La mia ricerca di dottorato guarda al di sotto del livello nazionale. Verifica se le regioni che restano persistentemente indietro registrano cali misurabili della fiducia e della stabilità istituzionali, e se buone politiche pubbliche possono attutire il colpo.
La domanda
Una catena causale verificabile
Le regioni hanno affrontato gli ultimi tre decenni con strutture industriali, intensità energetiche e mercati immobiliari diversi. Queste differenze preesistenti hanno fatto sì che gli shock globali del commercio e dell’energia, e le pressioni sull’accessibilità abitativa, le colpissero in modo molto diverso. È questo che permette di identificare causa ed effetto.
Il progetto segue ciò che accade dopo. L’esposizione porta al declino economico relativo, che porta all’insicurezza economica, che a sua volta incide sui risultati istituzionali. Misuro questi risultati con indicatori oggettivi come la fiducia, l’affluenza alle urne, la volatilità elettorale e la quota di voti ai partiti non tradizionali, anziché attraverso personalità o retorica.
Tre articoli collegati
Come è costruita la tesi
01
Esposizione → declino
Le regioni con una maggiore esposizione esogena agli shock del commercio, dell’energia e della casa subiscono un declino economico relativo più ampio e persistente?
02
Declino → istituzioni
Un maggiore stress regionale prevede una minore fiducia nelle istituzioni, una partecipazione più debole e una maggiore volatilità elettorale?
03
Le politiche come moderatori
Gli stabilizzatori fiscali e le istituzioni del mercato del lavoro indeboliscono il legame tra declino regionale e instabilità istituzionale?
Un contributo di misurazione
L’Indice di stress economico regionale relativo (RRESI)
La disoccupazione da sola non coglie che cosa significhi, per un territorio, «restare indietro». Il RRESI è un nuovo indice composito e trasparente. Combina la divergenza dei salari e dei redditi rispetto alle tendenze nazionali, la persistenza della disoccupazione di lunga durata e la pressione dei costi abitativi, per seguire il declino regionale sostenuto dal 1995 al 2025. Sarà validato con misure di insicurezza tratte da indagini e testato per dimostrare che aggiunge informazioni rispetto alle consuete misure di disoccupazione e reddito.
Ambito e dati
Quattro economie, trent’anni
L’analisi utilizza un panel regione × anno a livello NUTS 2, dal 1995 al 2025, collegato a microdati armonizzati di indagini campionarie. I quattro paesi condividono i vincoli dell’unione monetaria, ma differiscono nettamente per struttura regionale, percorsi di aggiustamento e politiche di ammortizzazione.
- 🇵🇹 Portogallo
- 🇮🇹 Italia
- 🇬🇷 Grecia
- 🇫🇷 Francia
Metodi
I risultati sono presentati per paese e in forma aggregata. I test di robustezza includono l’esclusione di un paese alla volta, un sottocampione del periodo dell’euro (1999–2025) e costruzioni alternative dell’indice.